The land we stand on is holy – turning, looking and paying attention….

L’italiano segue l’inglese

וּמֹשֶׁ֗ה הָיָ֥ה רֹעֶ֛ה אֶת־צֹ֛אן יִתְר֥וֹ חֹֽתְנ֖וֹ כֹּהֵ֣ן מִדְיָ֑ן וַיִּנְהַ֤ג אֶת־הַצֹּאן֙ אַחַ֣ר הַמִּדְבָּ֔ר וַיָּבֹ֛א אֶל־הַ֥ר הָֽאֱלֹהִ֖ים חֹרֵֽבָה: וַ֠יֵּרָ֠א מַלְאַ֨ךְ יְהוָֹ֥ה אֵלָ֛יו בְּלַבַּת־אֵ֖שׁ מִתּ֣וֹךְ הַסְּנֶ֑ה וַיַּ֗רְא וְהִנֵּ֤ה הַסְּנֶה֙ בֹּעֵ֣ר בָּאֵ֔שׁ וְהַסְּנֶ֖ה אֵינֶ֥נּוּ אֻכָּֽל:  וַיֹּ֣אמֶר מֹשֶׁ֔ה אָסֻֽרָה־נָּ֣א וְאֶרְאֶ֔ה אֶת־הַמַּרְאֶ֥ה הַגָּדֹ֖ל הַזֶּ֑ה מַדּ֖וּעַ לֹֽא־יִבְעַ֥ר הַסְּנֶֽה: וַיַּ֥רְא יְהוָֹ֖ה כִּ֣י סָ֣ר לִרְא֑וֹת וַיִּקְרָא֩ אֵלָ֨יו אֱלֹהִ֜ים מִתּ֣וֹךְ הַסְּנֶ֗ה וַיֹּ֛אמֶר מֹשֶׁ֥ה מֹשֶׁ֖ה וַיֹּ֥אמֶר הִנֵּֽנִי:

Now Moses was keeping the flock of Jethro his father-in-law, the priest of Midian; and he led the flock to the farthest end of the wilderness, and came to the mountain of God, to Horeb. And the angel of the Eternal appeared unto him in a flame of fire out of the midst of a bush; and he looked, and, behold, the bush burned with fire, and the bush was not consumed.  And Moses said: ‘I will turn aside now, and see this great sight, why the bush is not burnt.’   And when the Eternal saw that he turned aside to see, God called to him out of the midst of the bush, and said: ‘Moses, Moses.’ And he said: ‘Here I am.’   (Exodus 3:1-4)

I cannot read this story this year without thinking of the fires burning without end, in California, Australia and the Amazon rainforests.

When Moses passed the bush that burned but was not consumed, he made the conscious choice to “turn aside and look at the great sight”, but more than that, he asked the question – how come this burns in such an extraordinary way?

There is at least one reading of this passage which asks why Moses? Why Moses, who had been born to Hebrew parents but brought up in the Egyptian palace; whose identity was fragile and dislocated and whose temper was hot, who had murdered in anger and then run away to the desert when discovered– why was Moses chosen for the role of leading the Hebrew slaves out of Egypt and towards their promised ancestral land?  Why Moses? Why was the stutterer and outsider, belonging fully in neither Egyptian society nor Israelite community, the one to hear the words of God?

It is possible that many people passed that burning bush, and simply ignored it. It may be that God was waiting for someone to turn aside – that Moses wasn’t chosen per se, but his behaviour was unusual enough for him to become chosen. He paid attention.

How long does one watch a fire to notice that it is not consuming the material that is burning? If you have ever watched a bonfire you would know that it isn’t easy to watch a conflagration and see the clear diminishing of the contents. It takes quite some time to be obvious.

So Moses stopped his journey to turn and watch. He looked at what was presumably not an uncommon sight, and watched it for a long time. Moses was “chosen” because he was curious enough and open enough to stop his usual activity and to pay attention to what was happening.

We cannot be unaware of the devastation of the burning earth in different parts of the globe, caused in part by our own lifestyle choices. Yet we are passing by without looking, and allowing our policy makers to pass by too, ignoring what is happening – or worse denying it.

The burning forests and fields will not be ignored. Every year that passes as our world becomes warmer and more polluted, as the climate see-saws and changes, is a year that we are wasting if we want to act on the warnings.   Agriculture, factories, cars, power stations – are all contributing to the increasing temperature. The “greenhouse gasses” are increasing at an alarming rate – there is more C02 around in the atmosphere now than at any time in human history.

Moses heard the voice that told him what to do. We actually know what we have to do –we have no need of a supernatural voice.  As David Attenborough commented: “This is an urgent problem that has to be solved and, what’s more, we know how to do it – that’s the paradoxical thing, that we’re refusing to take steps that we know have to be taken.”

Moses was told to take off his shoes; the land he stood on was holy ground. All our ground is holy ground, all our earth is sacred. It is beyond time now to stop, to notice, to recognise what we are doing to our earth, and to take the steps to demand from the powerful governments and organisations that are refusing to act for our world to do so, and fast.

 

La terra su cui siamo è sacra, girati, osserva e presta attenzione

                Mosè pascolava il gregge di Ithrò, suo suocero, sacerdote di Midian e guidando le pecore di là del deserto arrivò al Monte del Signore, al Chorev. Un inviato del Signore gli apparve attraverso una fiamma di fuoco di mezzo ad un roveto e osservando si avvide che il roveto ardeva per il fuoco ma non si consumava. E Mosè disse fra sé: voglio avvicinarmi a vedere questo grande  fenomeno, come mai questo roveto non si consuma.’   Quando il Signore vide che egli si avvicinava per osservare il fenomeno, gridò dinnanzi a lui di mezzo al roveto: ‘Mosè, Mosè.’ Ed egli rispose: ‘Eccomi.’   (Esodo 3:1-4)

Quest’anno non posso leggere questa storia senza pensare ai fuochi che bruciano senza fine, in California, in Australia e nelle foreste pluviali amazzoniche.

Quando Mosè arrivò al roveto ardente che bruciava e non si consumava, fece la scelta consapevole di avvicinarsi e guardare il grande fenomeno ma, soprattutto, pose la domanda: come può esso bruciare in maniera così straordinaria?

C’è almeno una lettura di questo passaggio che chiede: perché Mosè? Perché Mosè, che era nato da genitori ebrei ma cresciuto nel palazzo egiziano, che aveva identità fragile e dislocata e temperamento caldo, che aveva ucciso con rabbia e poi era fuggito nel deserto quando venne scoperto, perché Mosè fu scelto per il ruolo di condurre gli schiavi ebrei fuori dall’Egitto e verso la loro ancestrale terra promessa? Perché Mosè? Perché un balbuziente e straniero, quello che  non apparteneva pienamente alla società egiziana né alla comunità israelita, era quello che ascoltava le parole di Dio?

È possibile che molte persone abbiano superato quel roveto ardente e lo abbiano semplicemente ignorato. Può darsi che Dio stesse aspettando qualcuno che si girasse, che Mosè non fosse stato scelto di per sé, ma che il suo comportamento fosse abbastanza insolito da essere scelto. Ha prestato attenzione.

Per quanto tempo si deve guardare un fuoco per notare che non sta consumando il materiale che sta bruciando? Se avete mai visto un falò, sapete che non è facile osservare una combustione e vedere la chiara diminuzione di ciò che sta bruciando. Ovviamente ci vuole un po’ di tempo.

Quindi Mosè fermò il suo viaggio per avvicinarsi e guardare. Guardò ciò che presumibilmente non era uno spettacolo insolito, e lo osservò a lungo. Mosè fu “scelto” perché era abbastanza curioso e abbastanza aperto da interrompere la sua solita attività e prestare attenzione a ciò che stava accadendo.

Non possiamo ignorare la devastazione della terra in fiamme in diverse parti del globo, causata in parte dalle nostre scelte di vita. Eppure stiamo passando senza guardare, e permettendo anche ai nostri responsabili politici di passare, ignorando ciò che sta accadendo, o peggio negandolo.

Le foreste e i campi in fiamme non saranno ignorati. Ogni anno che passa mentre il nostro mondo diventa più caldo e più inquinato, mentre il clima si fa altalenante e cambia, è un anno che stiamo sprecando se vogliamo agire in base agli avvertimenti. Agricoltura, fabbriche, automobili, centrali elettriche, tutto ciò sta contribuendo all’aumento della temperatura. I “gas serra” stanno aumentando a un ritmo allarmante, c’è più C02 nell’atmosfera ora che in qualsiasi momento della storia umana.

Mosè udì la voce che gli diceva cosa fare. In realtà sappiamo cosa dobbiamo fare: non abbiamo bisogno di una voce soprannaturale. Come ha commentato David Attenborough: “Questo è un problema urgente che deve essere risolto e, per di più, sappiamo come farlo; questa è la cosa paradossale, che ci stiamo rifiutando di prendere misure che sappiamo devono essere prese”.

A Mosè fu detto di togliersi le scarpe; la terra su cui si trovava era terra santa. Tutta la nostra terra è terra santa, tutta la nostra terra è sacra. È ormai il tempo di fermarsi, notare, riconoscere ciò che stiamo facendo sulla nostra terra e fare i passi per chiedere ai governi potenti e alle organizzazioni che si rifiutano di agire per il nostro mondo, di farlo e velocemente.

 

Traduzione dall’inglese di Eva Mangialajo Rantzer

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