The Trees who sought a Sovereign

L’italiano segue l’inglese

In the Book of Judges we find a fantastical story of a debate between the trees about who should become their king. They first asked the olive tree who refused on account of the oil it produces; then they asked the fig who refused because she produced sweet fruit, and finally the grapevine who refused – well you get the idea. Then they asked the thornbush who responded that if they would honour him they could shelter under his shade, but if not, fire would come that would destroy even the cedars of Lebanon.

The story is told by Jotham, the youngest son of Gideon the judge who had brought Israel back to God after it had strayed into idolatry, but who notably had refused the kingship, saying that neither he nor any son would rule over them, only God was ruler of Israel.

Yet Abimelech, one of Gideon’s sons had other ideas. After Gideon’s death Abimelech committed fratricide to become the first king of Israel. Bible tells us Gideon had seventy sons – only Jotham survived Abimelech’s murderous onslaught by hiding. When Abimelech was made king in Shechem, Jotham stood atop Mt Gerizim and declared the story of the trees to the populace.

What was the purpose? To remind the people that good leadership comes with personal sacrifice, and that those who grab leadership for their own benefit can bring down the whole of society. Three trees were not prepared to give up their fruitful lives to take on leadership, and so the barren yet aggressive thorn was able to assume the title, with the false claim that it could provide protective shade (it cannot). Once in power, if anyone went against it, it could fuel the fires that would destroy them all. 

Civil war scarred the population. Abimelech died after a brief and bloody reign. Jotham’s story is for us all.

Gli alberi che cercavano un sovrano
di rav Sylvia Rothschild
pubblicato il 20 gennaio 2021
Nel Libro dei Giudici troviamo una storia fantastica di un dibattito tra gli alberi su chi sarebbe
dovuto diventare il loro re. Dapprima chiesero all’olivo, che rifiutò a causa dell’olio che produce;
poi chiesero al fico, che rifiutò perché produceva frutta dolce, infine alla vite che rifiutò… beh,
avrete capito. Chiesero quindi al roveto, che rispose che se lo avessero onorato avrebbero potuto
ripararsi sotto la sua ombra, ma in caso contrario sarebbe arrivato un fuoco che avrebbe distrutto
anche i cedri del Libano.
La storia è raccontata da Jotham, il figlio più giovane di Gedeone, il giudice che aveva riportato a
Dio il popolo di Israele dopo che si era smarrito nell’idolatria, ma che in particolare aveva rifiutato
la regalità, dicendo che né lui né alcun figlio avrebbe governato sul popolo, solo Dio era
governatore di Israele.
Eppure Abimelech, uno dei figli di Gedeone, aveva altre idee. Dopo la morte di Gedeone
Abimelech commise fratricidio per diventare il primo re di Israele. La Bibbia ci dice che Gedeone
aveva settanta figli e solo Jotham sopravvisse all’assalto omicida di Abimelech nascondendosi.
Quando Abimelech fu nominato re a Sichem, Jotham si trovava in cima al monte Gherizim e
raccontò alla popolazione la storia degli alberi.
Qual era lo scopo? Ricordare alle persone che una buona leadership viene fornita con il sacrificio
personale e che coloro che afferrano il potere a proprio vantaggio possono abbattere l’intera
società. Tre alberi non erano pronti a rinunciare alle loro vite fruttuose per assumere il comando,
e così la spina sterile ma aggressiva fu in grado di assumere il titolo, con la falsa affermazione che
poteva fornire ombra protettiva (non può). Una volta al potere, se qualcuno si fosse messo contro,
avrebbe potuto alimentare gli incendi che li avrebbero distrutti tutti.
La guerra civile segnò la popolazione. Abimelech morì dopo un breve e sanguinoso regno. La storia
di Jotham è per tutti noi.
Traduzione dall’inglese di Eva Mangialajo Rantzer

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